Buon Natale!

25 dicembre 2007 | Tag: natale polonia tradizioni

Innanzitutto, Buon Natale a tutti :-)

Il Natale qui è una delle feste più importanti e sentite, assieme forse alla Pasqua e all’anniversario della Costituzione.

Dopo quasi un mese di “riscaldamento”, ecco che finalmente le cose cominciano a farsi serie; in particolare, la vigilia la si festeggia assieme ai famigliari più stretti mentre i giorni successivi s’approfitta dell’occasione per incontrare parenti ed amici.
A dire il vero, la vigilia è così importante che la si festeggia anche sul lavoro, sebbene con qualche giorno di anticipo; per esempio, noi del campus (Rockwell Software in Katowice) l’abbiamo fatto venerdì scorso: pranzo in un ristorante, e poi il tradizionale scambio di auguri.

La mattinata del 24 dovrebbe essere in genere devota alla preparazione: dall’albero, alla casa, alla cena, il lavoro è tantissimo.
Questo, unito al fatto che comunque quello è un giorno lavorativo (anche se in genere si esce un po’ prima) fa si che nella maggior parte dei casi queste preparazioni comincino con un certo anticipo, tipicamente l’ultimo fine settimana.

Finiti i preparativi, la vigilia vera e propria comincia abbastanza presto: verso le 4-5 del pomeriggio. Ci sono varie motivazioni per farlo presto, ma a mio parere la più importante è la fame. Quella giornata, infatti, non è possibile mangiare prima del cenone :-)
Ovviamente, appena ci si raduna la prima azione è una preghiera (tutti in piedi, attorno al tavolo, un po’ come si vede nei film americani); subito dopo ci si scambia gli auguri.
Non bisogna lasciarsi trarre in inganno dal nome: gli auguri qui non si limitano ad un banale “Buon Natale” tutti assieme, ma seguono invece una procedura decisamente complessa:

  1. Ognuno prende un’ostia da un piatto centrale.
  2. Si seleziona la persona più vicina, e le si cominciano a fare gli auguri: riguardanti in genere l’anno che verrà, la salute, la famiglia, e tutto.
  3. Si stacca un pezzettino dell’ostia dell’altra persona e lo si mangia.
  4. L’altra persona fa lo stesso (auguri, ostia).
  5. Si passa ad un altro e si ripete la sequenza, finché non si son scambiati gli auguri con tutti; se necessario, si prende una nuova ostia.

Chiunque abbia studiato un po’ d’informatica s’accorgerà immediatamente che la procedura appena descritta ha una complessità n2 (ovvero, al crescere delle persone il tempo richiesto per farsi gli auguri cresce in maniera quadratica); in effetti, durante la cena con i miei colleghi l’intera operazione ha richiesto più di un’ora!

Dopo gli auguri, ecco si può infine iniziare col cenone vero e proprio; da tradizione composto di dodici portate (ma possono essere meno) a base di funghi, pesce e semi di papavero.
Ovviamente questi sono più che altro suggerimenti (per esempio nella maggior parte dei casi si usano meno di dodici portate) anche se ci sono alcuni punti fermi:

  • La carne è assolutamente bandita (anche il vino lo era, ma solo fino a tre anni fa).
  • Una delle portate dev’essere a base di carpa, impanata e fritta.
  • Almeno uno dei dolci dev’essere a base di una pasta ottenuta dai semi papavero.
  • Devono esserci i tradizionali pirogi (sorta di agnolotti) a base di funghi.

Nel nostro caso, la cena s’è svolta a casa nostra; c’erano un totale di dieci portate (preparate un po’ da tutti, eh!) che, al momento in cui scrivo, dieci persone non sono ancora riuscite a finire :-)

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