Pasqua in Kraków
Per me Pasqua è sempre stato sinonimo di una settimana di vacanza da scuola e di uova di cioccolato, sempre più grandi col passare degli anni. E poi agnello pasquale, colomba, pasquetta in giro, aquiloni che volano.
Ecco, qui è tutta un’altra cosa.
Qui Pasqua è una festa religiosa, dove si ricorda la morte e la risurrezione di Cristo. Certo, i supermercati sono pieni d’uova di cioccolata e a Pasquetta il vento soffia calmo e stabile, però qui Pasqua è un’altra cosa. Completamente.
E fuori dei grandi centri urbani la differenza è ancora più visibile; per esempio non è difficile trovare le chiese affollate fino al cuore della notte per la gente che vi prega!
Insomma, per quanto io ne abbia vissuto solo una parte (per esempio, quest’anno non abbiamo avuto la possibilità di dipingere le uova), consiglio veramente di farsi un giro da queste parti
Ma vediamo un po’ più nei particolari la narrazione di questi giorni!
Venerdì santo.
Oggi è digiuno. Già dall’inizio di quaresima non si potrebbero mangiare dolci e altre sfizioserie, ma oggi e fino a domenica si può mangiare poco o nulla; si può fare qualche eccezione con del pesce (aringhe) e del pane ma niente carne nella maniera più assoluta.
Poi certo, c’è anche chi non segue la regola, in fondo tutti si può sbagliare
In Germania nessuno lavora; in ufficio qualcuno mormora il venerdì santo sia una delle maggiori feste per i protestanti; qualcun altro prova a rispondere, Karlsruhe è nella zona cattolica; fa lo stesso, gli uffici li sono chiusi.
Anche da noi si cerca di uscire il prima possibile, un mio collega mi da un passaggio fino a Cracovia e comincia quindi il fine settimana.
Sabato
E’ tempo di prepararsi alla fine del digiuno. Ecco quindi che si mette del cibo in un cestino, per poi portarlo a far benedire.

Il nostro cestino era spettacolare! Nastri verdi e gialli (colori tradizionali della Pasqua) adornavano il manico, per poi intrecciarsi lungo tutto il bordo.
All’interno, un po’ di pane, del sale, salsiccia†, pomodorini secchi (piccolo tocco d’Italia
), uova sode, arancia, burro, chrzan. Il tutto coperto da un adorabile velo bianco e decorato da verdi rametti di ligustro.
Ed eccoci, con il cestino, mentre andiamo in chiesa. Il tempo è bello anche se non spettacolare e per tutto il mattino le strade si riempiono — gruppetti, famiglie, persone, ognuno col proprio cestino in mano. E tutti diretti come noi verso la chiesa, o già di ritorno. Entriamo in chiesa, il dove un prete aspetta davanti ad un tavolo che si raduni abbastanza gente per partire con la benedizione: una preghiera, un po’ d’acquasanta sui cestini (posati sul tavolo, il nostro spicca!), un po’ d’acquasanta sulla gente. Usciamo, ma non prima d’aver baciato il crocifisso e di aver lasciato parte del contenuto del cestino come offerta per i poveri.
Pasqua
Mentre io mi dedicavo ai “compitini” datemi da mio padre, Gosia è uscita presto per andare alla messa.
M’affaccio alla finestra per salutarla, ed ecco qualcosa di bellissimo: da tutte le chiese, vicine e lontane, si sente cantare l’”Alleluja”, mentre le campane rintoccano a festa. Simile in qualche maniera ai richiami alla preghiera da parte dei muezzin nella Medina di Tunisi, eppure qui si sentiva esattamente la festa alla fine del lutto. Bellissimo!
Ma oggi è anche la fine della Quaresima, e si vede. Nel pranzo, rigorosamente coi parenti, la carne abbonda in diversi tipi, e già solo a guardare la varietà di dolci ci si sente più grassi ![]()
D’altronde, quando s’è in ballo s’ha da ballare, sarebbe brutto non fare perlomeno un assaggio per ognuno!
Pasquetta
Ecco, la religiosità degli ultimi giorni, oggi, si perde un pochino.
E’ il giorno dedicato al ritrovarsi con membri della famiglia che non si vedono spesso (noi ne abbiamo approfittato per una piccola parapetówka), alle passeggiate nel parco, ed è in generale molto simile a quanto si vive anche in Italia.
Con una piccola eccezione: Smigus-Dyngus.
I bambini e i ragazzini s’armano di acqua, e poi girano per le strade a bagnarsi fra loro (e la gente di passaggio) urlando quelle parole.
E’ una tradizione molto vecchia (secondo me derivata da una sorta di ripetizione della benedizione del prete), e molto particolare: tanto è amata dai bambini, tanto è detestata dagli adulti. Chissà il perché
†Questa salsiccia ha una storia tutta particolare, che spero di ricordarmi di raccontare prima o poi
leggere questi racconti rende proprio l’idea di come si svolgon le cose!
molto molto bello il cestino,e tutta l’atmosfera di vera Passione che hai reso perfettamente!
magari il prossimo anno … magari…
PS: aspettiamo la storia della salsiccia!!
Si, il cestino era davvero spettacolare.
Rivedendo le foto, mi son accorto d’aver dimenticato un “ingrediente” molto importante: la babka. Che sarebbe un dolce tipico pasquale, una specie di pandoro ma più piccolino.
In teoria bisognerebbe prepararlo il venerdì, quindi portarlo a benedire il sabato ed infine mangiarlo la domenica.
In pratica, già il venerdì sera al nostro mancava una fettina…