Tłusty Czwartek

7 marzo 2011 | Tag: polonia tradizioni

Che, in polacco, significa “Giovedì grasso”.

Ovvero il giorno in cui ci si dedica all’acquisto forsennato di Pączki – uno dei dolci più tipici, da queste parti, e approssimativamente delle specie di krapfen.
Chiariamo subito: quando parlo di “acquisto forsennato”, non esagero: di fronte alle pasticcierie migliori si possono vedere code di decine e decine di persone, in attesa della prossima infornata. Quelle che accettano prenotazioni, le chiudono di solito con almeno una settimana di anticipo.

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Quest’immagine risale a tre anni fa, e sulla sinistra si può vedere la coda presso una delle pasticcerie più famose in Cracovia per questo genere di dolci; se ben ricordo, la coda superava i cento metri!

Purtroppo, la conseguenza è che di solito la qualità di questi dolci, in questo giorno, è abbastanza bassa e una delle conseguenze più frequenti è che è molto facile sentire il gusto dell’olio usato per la frittura.

In ufficio, c’è sempre una discreta dose di questi pączki disponibili; non so quanto questa sia un’abitudine di tutti gli uffici, oppure qualcosa di più specifico del mio posto dove lavoro.
Fra parentesi, noi abbiamo anche una tradizione tutta nostra: dopo un mese dall’assunzione, i nuovi arrivi devono portare pączki per tutti. La cosa è stata iniziata dal mio collega Jacek Machura (hi Jacek!) a inizio 2007, e da allora la cosa è stata imposta a tutti gli altri – con notevole effetto sul diametro della mia pancia.

La prima bozza di questo post risale a febbraio 2008. Poi altri avvenimenti l’hanno messo in secondo piano, fino a che non l’ho ritrovato in seguito alla recente ristrutturazione.

  1. Luisa
    9 marzo 2011 a 10:53
    Cita | #1

    … leggere questo post mi ha fatto venire UNA FAME….

  2. Luigi
    14 marzo 2011 a 1:10
    Cita | #2

    Sarebbero forse le nostre “BUGIE”? Oggi nel periodo di carnevale, febbraio e marzo, tutte le pasticcerie e panetterie le offrono. Mi ricordo che a casa nostra ( anni 50!!) si facevano sul tavolo di cucina e noi, oltre che a mangiarle, ci divertivamo a schiacciare la pasta e a ritaglirla con la rotella, tentando di darle anche la forme di animali e pupazzi. Ci piaceva anche mangiare la pasta cruda di nascosto. Ricordo questo come una buona sinergia di tutta la famiglia.

  3. 14 marzo 2011 a 1:28
    Cita | #3

    C’è anche una cosa più o meno simile alle bugie, e si chiamano “faworki” (puoi vedere delle foto su http://www.google.com/images?q=faworki) e Gosia li prepara per carnevale (quest’anno ancora no); i pączki son praticamente dei krapfen, anche se con alcune differenze che un vero polacco mi ucciderebbe a sapere del paragone :-)

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