Conclusione dei festeggiamenti
Nonostante le attività in piazza proseguiranno per tutto il mese, il “cuore” dei festeggiamenti per la fondazione di Cracovia è finito domenica scorsa; dei vari festeggiamenti (ogni sera uno o due, in diverse parti della città), noi purtroppo ne abbiamo visti solo alcuni, fra cui l’evento più importante, il concerto di Ennio Morricone.
Non tutti gli eventi sono stati ugualmente interessanti, ma totale, beh, direi che aspetterò volentieri di vedere i festeggiamenti per gli 800 anni
Cominciamo quindi proprio dal concerto in piazza di Ennio Morricone; doveva essere l’evento principale, con una prima parte dedicata (ovviamente) a papa Wojtiła e quindi una selezione delle colonne sonore più belle e famose fra le innumerevoli da lui scritte.
Per fortuna siamo arrivati tardi e siamo andati via presto. Noioso: troppa folla, acustica “da piazza” e tutto sommato vedere Morricone agitare una bacchetta non m’esalta poi così tanto. Certo, bisogna comunque ammettere che alcune musiche ti stanno nel cuore fin da quando eri bambino
Cracovia attraverso i secoli: la storia della città illustrata attraverso balli, dal medioevo fino ad oggi.
La prima parte, francamente noiosa. Da quanto ho capito poi, molto probabilmente erano studenti universitari, e (mi spiace dirlo) lo si vedeva. Costumi bellissimi, musiche piacevoli, ma zero coreografia e movimenti banali: più che un ballo, sembrava una sfilata di moda d’altri tempi.
Come già per Morricone stavamo già pensando di andare via, quando sono invece arrivati i pezzi forti.
Iniziando dai Krakowiacy: una figura tipica di Cracovia, delle specie di “menestrelli/cantastorie”; li si può ammirare in piazza o sul Wawel (o sulla nostra Gallery); in quello spettacolo, il gruppo era veramente bravo e s’è esibito in uno spettacolo folcloristico decisamente divertente – per polacchi e non.
Dopo l’intermezzo di un simpatico cancan, ecco arrivare la parte deidicata agli anni ’50: e quindi tutti vestiti con le cravatte rosse, un paio di dissidenti con gli occhiali scuri sullo sfondo, e la canzone (“O Nowej to Hucie piosenka” lalala!) dedicata alla fondazione di Nowa Huta a rappresentare il comunismo nei suoi anni d’oro. Godibilissimo!
Ancora una specie di Grease in versione polacca, quindi uno spettacolo di breakdance (bravi, anche se non all’altezza di artisti di strada visti per esempio a Vienna), per poi arrivare al gran finale: un balletto moderno veramente bello. A cominciare dalla coreografia, curata alla perfezione, passando poi per i ballerini, perfetti in ogni loro movenza e perfettamente in sintonia gli uni con gli altri. Purtroppo era solo un frammento del loro spettacolo, ma mi piacerebbe decisamente vederlo nella sua completezza.
Gli scacchi di Jan Kochanowski: altra giornata, un altro balletto, questa volta ricreato su musiche rinascimentali.
Jan Kochanowski è forse il maggior poeta polacco mai esistito, una figura che potremmo paragonare ad un Dante o ad uno Shakespeare, per intenderci. Questo balletto si ispira appunto ad un suo sonetto, che narra (credo, almeno) di come un re abbia risolto la rivalità di due principi per la mano della figlia attraverso una partita di scacchi.
Bellissima la prima parte: festa a palazzo, fra due principi s’innesca la rivalità per il cuore della bella principessa; col tempo la sfida si fa sempre più intensa, fino a che il re viene costretto a interrompere un duello, assegnando la figlia al vincitore di una partita di scacchi.
Un po’ meno interessante, invece, la seconda parte: dove s’inscena la partita di scacchi (anche se a me sembrava più magic the gathering che scacchi, a dire il vero) e dove alla fine la principessa conoscerà il suo sposo. Ecco, purtroppo qui la presentazione dei vari pezzi (bellissimi costumi) durava alle volte un po’ troppo e questo andava ad incidere pesantemente sul ritmo e sull’aria di coralità che permeava invece i movimenti nella prima parte. Alcuni momenti semplicemente meravigliosi (come quando tutti i pezzi si danno battaglia nello stesso istante) risollevano il morale e sul totale, direi comunque molto bello (vedi le foto qui sotto).
Campane di Cracovia: dopo la partita a scacchi, eccoci tornare nella piazza principale per l’ultimo evento. Ci aspettavamo di sentire suonare le campane della città, in qualche maniera all’unisono, o qualcosa del genere. OK, a dire il vero non avevamo un’idea ben chiara di cosa aspettarci, ma qualunque cosa fosse, beh, è stata delusa. Ci siamo trovati di fronte, nuovamente, ad una pizza gremita di persone, dove su di un palco centrale dei musicisti eseguivano qualche composizione moderna, con campane amplificate poi ad un volume altissimo.
E’ un’opera postuma di qualche famoso musicista, ma a noi è piaciuta proprio zero, e ce ne siamo andati via senza aspettare la fine.









Interessantissimo!! Come sempre ci son cose belle alternate ad altre meno riuscite, vedo.
Una domanda. Cosa è magic the gathering?
ciao!
Uh, un gioco, a metà strada fra le carte e la strategia.
Ogni giocatore ha il proprio mazzo di carte. Il mazzo è completamente personalizzabile e lo puoi avere della dimensione che vuoi. Ad ogni turno peschi una carta dal tuo mazzo, ma in mano non ne puoi tenere più di un certo limite.
Ci sono una marea di carte differenti, ognuna con certi “poteri”; mettendole sul tavolo al momento giusto, puoi sferrare attacchi contro il tuo avversario, o parare i suoi.
Il gioco in se sarebbe molto molto divertente, perché dosando bene il mazzo riesci a minimizzare l’impatto della fortuna (che però esiste sempre); per dire, un “professionista” cambia il mazzo a seconda dell’avversario che ha di fronte.
Il difetto del gioco però sta proprio nella ricchezza del mazzo: dopo un po’ che ci giochi, trovi sempre nel gruppo quello che comincia a comprare carte estremamente rare e potenti, e che quindi acquista un vantaggio sproporzionato.
Ad ogni modo, io c’ho giocato per un po’ e posso dire che mi son divertito parecchio
Update: Sulla gallery le foto del balletto degli scacchi!